Io sto con Paolo

San Paolo di Tarso

Che sia ora di riformare anche gli scritti di Paolo di Tarso?

Già la “sua” sinagoga (almeno quella che a Tarso la tradizione racconta essere stata la sinagoga presso la casa dove sarebbe nato, quella del suo Bar Mitzvà, che io ho visitato),  dopo essere stata ciò e poi chiesa cristiana, adesso è una moschea.

E passi.

Le pietre, anche se pesanti sono in fondo pietre messe lì una sull’altra da uomini.

Mi pongo questa domanda solo perché a mio modesto parere … San Paolo di TarsoPaolo di Tarso mi pare abbia scritto un po’ diverso … e mi par di ricordare che le parole di Paolo siano considerate pietre fondanti della Chiesa, messe lì non proprio da mano d’uomo  ma da mano d’Uomo [a volte una maiuscola crea una differenza rispetto ad una minuscola].

Per lui i “fratelli” sono quelli che a Gerusalemme fanno la fame per essere stati anatemizzati  dai “Non più fratelli” Ebrei, per aver aderito alla predicazione di Gesù.

E poi fa qualche distinzione tra questi ultimi ed i “pagani” in mezzo ai quali evangelizza, mantenendosi con il proprio lavoro di velaio (Forse tessitore, ma non cambia la sostanza, sempre di lavoro per mantenersi si tratta).

Ma lui chiama “Fratelli” (lo scrive), la comunità cristiana di Gerusalemme (la Chiesa) per i quali fa una colletta [1 Cor 16, 1-4] e ringrazia i donatori.

Forse la “Teologia della liberazione” predica diverso, Camillo Torres predica diverso.

Sono quasi convinto a dargli retta.

Aspetto solo che risorga, per avere la conferma che si tratta del secondo Cristo (greco: Kristòs = Unto = in ebraico māšīāḥ [משיח] col significato di “unto”<dal Signore>).

Nell’attesa resto aderente a Paolo.

Giovanni Caluri